Che alcuni dei cosiddetti GAS Gruppi di Acquisto Solidale, fossero poco democratici e molto integralisti era ormai noto, ma adesso voler appropriarsi dell’acronimo generico “GAS”, ci sembra veramente troppo. Tutto questo è riportato a pagina 3 “GAS e GAC” del documento reso pubblico “Sintesi dei gruppi di lavoro, 9° Convegno nazionale gas, Petralia Sottana (PA), 26-28 giugno 2009”. A loro insindacabile giudizio e senza nessun tipo di verifica approfondita, questi soggetti si possono permettere anche di diffamare “sedicenti” (come li chiamano loro) gruppi di acquisto che non fanno parte della loro rete. Ecco come questi signori intenderebbero procedere (riportiamo alla lettera i 4 punti descritti sul documento a pagina 3: “ 1 – CONTATTO DIRETTO - cercare un contatto con il sedicente gas e spiegare loro cosa si intende con questo termine, chiedendo di cambiare il nome in GAC (gruppo di acquisto collettivo) oppure di modificare il loro modo di operare per essere coerente alla storia dei gas; 2 – FORMALIZZAZIONE RICHIESTA - se il sedicente gas non risponde, inviare una lettera formale (sempre da parte della rete locale di gas, su di un modello da preparare insieme); 3 – ALTRI CONTATTI - se il sedicente gas continua a non rispondere, informare i contatti di questi gruppi (consumatori, produttori, associazioni, Enti Locali) del fatto che la rete locale dei gas non li riconosce come appartenenti alla rete dei gas in base ai propri principi e modi di operare; 4 – SITI WEB - passare questa informazione anche al sito retegas, al sito economia-solidale, alle fiere (“Fa' la cosa giusta”, Terra Futura, L'isola che c'é, etc.) e agli archivi (Zoes, etc.); il sito retegas potrebbe quindi riportare questa informazione”. Tutto questo è di una gravità assoluta, che nulla a che vedere con idee libere e costruttive di economia solidale e democratica. Il presidente di Free Tuscany Fabrizio Pierini ha dichiarato: “come Associazione di Promozione Sociale, Gruppo di Acquisto e parte attiva nel Distretto di Economia Solidale della provincia di Siena, ci batteremo contro ogni forma di discriminazione e prevaricazione, denunciando all’opinione pubblica e alla stampa ogni forma di abuso perpetrato da questi soggetti”.
La carta d'intenti del sistema DES
sabato 8 agosto 2009
martedì 28 aprile 2009
Consumo sostenibile: in Regione Toscana inseriti concetti portati avanti dal nostro Distretto
La conferma ci viene da Clara Gonnelli, membro del gruppo di coordinamento del nostro Distretto, in relazione a quanto riportato sulla stampa:
accordi per la riduzione degli imballaggi attraverso la diffusione di prodotti alla spina, iniziando in via sperimentale con pannolini riutilizzabili, acqua potabile, detersivi;
incremento del mercato dei prodotti a chilometri zero con la diffusione dei cosiddetti farmer’s market e la promozione del latte crudo alla spina;
promozione della ricerca scientifica correlata alla valutazione degli effetti economici, ambientali e sociali della produzione e del consumo sostenibile;
realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione sul risparmio di energia ed acqua, per evitare sprechi ed usi impropri;
valorizzazione dei prodotti di filiera corta;
promozione della raccolta differenziata e del compostaggio domestico;
promozione delle fonti energetiche rinnovabili;
educazione al consumo sostenibile in collaborazione con il mondo della scuola.
Nel nuovo Documento di attuazione per il 2009 e nella recente pianificazione regionale degli interventi per la tutela dei consumatori hanno fatto la loro comparsa i Gas, i gruppi di acquisto solidale, la cui formazione ed opera la Regione auspica e promuove. La realtà dei Gas in Toscana è molto ricca e varia. Visto che si tratta di gruppi di cittadini auto-organizzati, spesso non di vere e proprie realtà associative, il loro censimento è difficile così come la gestione dei loro rapporti con le istituzioni. Ma la filosofia di fondo che anima i Gas coincide con l'etica del consumo sostenibile e della responsabilità del cittadino che la Regione sta promuovendo e dunque l'assessorato alla tutela dei consumatori 'incoraggia' queste esperienze, mettendo le conoscenze e le competenze del personale degli uffici del Settore a disposizione dei cittadini che vorranno avere informazioni e suggerimenti su come aderire ad un Gas o come fondarne uno.
Tutelare il consumatore, certo, ma anche educarlo a consumare in maniera più intelligente e rispettosa dell'ambiente, questi sono gli obiettivi che si pone il Documento di attuazione 2009 per la politiche di tutela e difesa dei consumatori, recentemente approvato dalla Giunta Regionale della Toscana, che destina risorse alla promozione di un consumo più sostenibile. Tutelare i consumatori significa difenderli da truffe ed abusi, ma anche aiutare cittadini e imprese a capire che con piccoli gesti concreti si possono raggiungere obiettivi importanti. Contribuire alla costruzione di stili di vita più attenti al risparmio delle risorse naturali. del lavoro. Tra le azioni previste dal Documento di attuazione ci sono:
accordi per la riduzione degli imballaggi attraverso la diffusione di prodotti alla spina, iniziando in via sperimentale con pannolini riutilizzabili, acqua potabile, detersivi;
incremento del mercato dei prodotti a chilometri zero con la diffusione dei cosiddetti farmer’s market e la promozione del latte crudo alla spina;
promozione della ricerca scientifica correlata alla valutazione degli effetti economici, ambientali e sociali della produzione e del consumo sostenibile;
realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione sul risparmio di energia ed acqua, per evitare sprechi ed usi impropri;
valorizzazione dei prodotti di filiera corta;
promozione della raccolta differenziata e del compostaggio domestico;
promozione delle fonti energetiche rinnovabili;
educazione al consumo sostenibile in collaborazione con il mondo della scuola.
Nel nuovo Documento di attuazione per il 2009 e nella recente pianificazione regionale degli interventi per la tutela dei consumatori hanno fatto la loro comparsa i Gas, i gruppi di acquisto solidale, la cui formazione ed opera la Regione auspica e promuove. La realtà dei Gas in Toscana è molto ricca e varia. Visto che si tratta di gruppi di cittadini auto-organizzati, spesso non di vere e proprie realtà associative, il loro censimento è difficile così come la gestione dei loro rapporti con le istituzioni. Ma la filosofia di fondo che anima i Gas coincide con l'etica del consumo sostenibile e della responsabilità del cittadino che la Regione sta promuovendo e dunque l'assessorato alla tutela dei consumatori 'incoraggia' queste esperienze, mettendo le conoscenze e le competenze del personale degli uffici del Settore a disposizione dei cittadini che vorranno avere informazioni e suggerimenti su come aderire ad un Gas o come fondarne uno.
Il nostro Distretto sta già aprendo tavoli di lavoro in questo senso, secondo quanto previsto nella carta d'intenti, e si renderà disponibile per eventuali sinergie.
venerdì 10 aprile 2009
Il Comune di Abbadia San Salvatore aderisce al Distretto di economia solidale

L’assessore Nicola Bertocci membro del Comitato Ristretto del Distretto, a sostegno della filiera corta.
Il Comune di Abbadia San Salvatore ha aderito nei giorni scorsi al Des Siena, Distretto di economia solidale che si è recentemente costituito a livello provinciale. Il Distretto si pone l’obiettivo di aiutare i produttori e i consumatori ad affrontare la pesante crisi economica attraverso le azioni coordinate e promosse dal Coordinamento del sistema Des Siena e dal Comitato Ristretto, che vede fra i membri Nicola Bertocci, assessore al commercio del Comune badengo. Il rappresentante del Comitato Ristretto è Fabrizio Pierini, presidente dell’associazione e del Gruppo d’acquisto Free Tuscany e promotore iniziale del progetto DES Siena.
“Il Distretto di economia solidale – spiega Nicola Bertocci – non è una struttura, ma viene proposto come un vero e proprio sistema economico, con regole definite nei vari tavoli di lavoro. Il nostro Comune ha aderito perché ne condivide le finalità, ne usa i sistemi e ne adotta i principi. Il Comitato Ristretto di cui faccio parte collaborerà con Aiab Toscana, con i produttori agricoli, zootecnici e cerealicoli associati; con Acu, l’Associazione consumatori utenti; con Slow Food Siena; con le associazioni locali e del mondo cooperativo e con i Gas, Gruppi di acquisto solidale, presenti in provincia di Siena. Il primo obiettivo del Des sarà quello di incentivare la filiera corta con la vendita dal produttore al consumatore dei prodotti locali, attraverso acquisti in forma collettiva, spacci al coperto, mercati di piazza, negozi dell’agricoltore e sistemi in Pdo, Piccola distribuzione organizzata”.
“Con l’adesione del Comune di Abbadia al Des Siena – aggiunge Bertocci – abbiamo voluto offrire un punto di riferimento, a chi è interessato, per la promozione e la realizzazione di azioni in questa materia. In particolare, stiamo lavorando sulla possibilità di potenziare e di aprire il mercato giornaliero a questo tipo di attività, con la presenza di produttori e di venditori saltuari. Un altro progetto che intendiamo sviluppare è quello che prevede la realizzazione di aree su suolo pubblico finalizzate alla promozione della cultura dell’orto, con la supervisione di persone che curano tipologie di vegetali che stanno scomparendo, con un’operazione analoga a quella che Michelle Obama sta portando avanti all’interno del giardino della Casa Bianca”.
“Il Distretto di economia solidale – spiega Nicola Bertocci – non è una struttura, ma viene proposto come un vero e proprio sistema economico, con regole definite nei vari tavoli di lavoro. Il nostro Comune ha aderito perché ne condivide le finalità, ne usa i sistemi e ne adotta i principi. Il Comitato Ristretto di cui faccio parte collaborerà con Aiab Toscana, con i produttori agricoli, zootecnici e cerealicoli associati; con Acu, l’Associazione consumatori utenti; con Slow Food Siena; con le associazioni locali e del mondo cooperativo e con i Gas, Gruppi di acquisto solidale, presenti in provincia di Siena. Il primo obiettivo del Des sarà quello di incentivare la filiera corta con la vendita dal produttore al consumatore dei prodotti locali, attraverso acquisti in forma collettiva, spacci al coperto, mercati di piazza, negozi dell’agricoltore e sistemi in Pdo, Piccola distribuzione organizzata”.
“Con l’adesione del Comune di Abbadia al Des Siena – aggiunge Bertocci – abbiamo voluto offrire un punto di riferimento, a chi è interessato, per la promozione e la realizzazione di azioni in questa materia. In particolare, stiamo lavorando sulla possibilità di potenziare e di aprire il mercato giornaliero a questo tipo di attività, con la presenza di produttori e di venditori saltuari. Un altro progetto che intendiamo sviluppare è quello che prevede la realizzazione di aree su suolo pubblico finalizzate alla promozione della cultura dell’orto, con la supervisione di persone che curano tipologie di vegetali che stanno scomparendo, con un’operazione analoga a quella che Michelle Obama sta portando avanti all’interno del giardino della Casa Bianca”.
mercoledì 8 aprile 2009
Siena: presto un negozio solidale in filiera corta
Prodotti locali di alta qualità garantita ad un prezzo equo. Ecco l'obiettivo che si sono dati i partecipanti all'incontro tenutosi ieri a Siena in Viale Europa, presso la sede di Toscana Cereali (Associazione dei Cerealicoltori Toscani). Il tavolo di lavoro promosso dal nostro Distretto, intende sviluppare e mettere in pratica il progetto condiviso per l'apertura di un punto vendita solidale in città. Meno imballaggi, educazione e sicurezza alimentare, riscoperta dei sapori e della stagionalità dei prodotti locali, questi sono alcuni dei principali argomenti discussi e che saranno ben integrati nel progetto.
venerdì 13 marzo 2009
La sfida dell'economia solidale
Sempre più le famiglie fanno la spesa all'ingrosso, direttamente dai produttori, aderendo ai gas (i gruppi d'acquisto solidali). E sempre più aziende (soprattutto piccoli produttori) scelgono di rivolgersi a questa crescente fetta di consumatori. Un'economia in crescita che, specialmente in tempi di crisi, si dimostra capace di soluzioni originali. La vicenda del caseificio Tomasoni, una piccola azienda salvata dal fallimento grazie all'intervento di 150 gas, ne è l'esempio. Un esperimento di finanza «dal basso» interessante, specie in tempi in cui un'impresa su dieci fatica ad avere accesso al credito. (fonte: il sole 24 ore)
Guarda i video:
1) Il caseificio salvato dai suoi clienti
2) GAS, l'altra spesa
mercoledì 11 marzo 2009
Membri del Comitato Ristretto e Coordinamento del Distretto di Economia Solidale della provincia di Siena
COMPOSIZIONE DEL COMITATO RISTRETTO ALLA DATA DEL 3 MARZO 2009
BECHI MARCO - Slow Food Siena (COORDINAMENTO)
BERTOCCI NICOLA - Comune di Abbadia S.Salvatore
BIOTTI EMENUELE - GAS Freetuscany – nucleo di Poggibonsi
CHECCUCCI CATERINA - GAS Amici della terra - Colle Val d’Elsa
COLLODI CINZIA - Confcooperative Siena
ERCOLINO VINCENZO - Comune di Monteriggioni
GONNELLI CLARA - A.C.U. - associazione consumatori (COORDINAMENTO)
LABARDI LUCIANA - Wipala bio-equo - Sarteano
LA MURA SALVATORE - GAS Freetuscany
LAZZERETTI DUCCIO - Slow Food Siena
LOTRECCHIANO GERARDO - portavoce di alcune aziende agricole locali (COORDINAMENTO)
LOTRECCHIANO MICHELE - Comune di Casole d’Elsa
MAZZARIOL MAURIZIO - Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab Toscana) (COORDINAMENTO)
MENICHETTI LUIGI - Associazione “Fiera dell’Alberaia” (COORDINAMENTO)
MINETTO MARCO - Slow Food Siena
NICCOLINI ALESSANDRO - GAS Amici della Terra - Colle Val d’Elsa (COORDINAMENTO)
NOCCIOLINI LUCIANO - Associazione Toscana Produttori Zootecnici
PALLARI FEDERICA - Toscana Cereali
PASSERINI GAIA - GAS Amici della terra Colle val d’elsa
PIERINI FABRIZIO - GAS Freetuscany (RAPPRESENTANTE DES)
ROSSI LUCIANO - Toscana Cereali
TIEZZI VALENTINA - Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab Toscana) (COORDINAMENTO)
BECHI MARCO - Slow Food Siena (COORDINAMENTO)
BERTOCCI NICOLA - Comune di Abbadia S.Salvatore
BIOTTI EMENUELE - GAS Freetuscany – nucleo di Poggibonsi
CHECCUCCI CATERINA - GAS Amici della terra - Colle Val d’Elsa
COLLODI CINZIA - Confcooperative Siena
ERCOLINO VINCENZO - Comune di Monteriggioni
GONNELLI CLARA - A.C.U. - associazione consumatori (COORDINAMENTO)
LABARDI LUCIANA - Wipala bio-equo - Sarteano
LA MURA SALVATORE - GAS Freetuscany
LAZZERETTI DUCCIO - Slow Food Siena
LOTRECCHIANO GERARDO - portavoce di alcune aziende agricole locali (COORDINAMENTO)
LOTRECCHIANO MICHELE - Comune di Casole d’Elsa
MAZZARIOL MAURIZIO - Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab Toscana) (COORDINAMENTO)
MENICHETTI LUIGI - Associazione “Fiera dell’Alberaia” (COORDINAMENTO)
MINETTO MARCO - Slow Food Siena
NICCOLINI ALESSANDRO - GAS Amici della Terra - Colle Val d’Elsa (COORDINAMENTO)
NOCCIOLINI LUCIANO - Associazione Toscana Produttori Zootecnici
PALLARI FEDERICA - Toscana Cereali
PASSERINI GAIA - GAS Amici della terra Colle val d’elsa
PIERINI FABRIZIO - GAS Freetuscany (RAPPRESENTANTE DES)
ROSSI LUCIANO - Toscana Cereali
TIEZZI VALENTINA - Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab Toscana) (COORDINAMENTO)
martedì 3 marzo 2009
Oggi è nato il DES Siena
Aiutare i produttori ed i consumatori ad affrontare la pesante crisi economica, secondo i principi e sistemi descritti nella carta d’intenti presentata. Dopo un percorso serrato iniziato dall’estate scorsa, nella giornata di ieri (alla fine delle due sessioni in audioconferenza) si è formato il Comitato Ristretto e il Coordinamento del sistema DES Siena. Il Distretto non vuole essere una struttura, ma viene proposto come un vero e proprio sistema economico con regole definite nei vari tavoli di lavoro. Aderisce al DES Siena chi semplicemente ne condivide le finalità, ne usa i sistemi e ne adotta i principi in ambito della propria attività, associazione, organizzazione, azienda, vita privata. Il Comitato Ristretto è composto da rappresentanti di alcuni Comuni della Provincia , Aiab Toscana, produttori agricoli, produttori zootecnici e cerealicoli associati , ACU associazione dei consumatori, Slow Food Siena, associazioni locali e del mondo cooperativo, GAS gruppi di acquisto solidale. Il primo obiettivo rimane quello di incentivare la filiera corta con la vendita dal produttore al consumatore dei prodotti locali. Acquisti in forma collettiva, spacci al coperto, mercati di piazza, negozi dell’agricoltore e sistemi in PDO piccola distribuzione organizzata, sono gli strumenti concreti che il Distretto dovrà incentivare e promuovere. Il Rappresentante del Comitato Ristretto Fabrizio Pierini, Presidente dell’associazione e Gruppo d’acquisto Free Tuscany, promotore iniziale del progetto DES Siena, ha dichiarato: “prospettandosi mesi difficili a causa della crisi economica, il neonato Distretto proporrà di aprire un tavolo di lavoro partecipato con gli enti locali ed in particolare con la nuova Amministrazione Provinciale di Siena che si insedierà dopo le elezioni di giugno”.
Iscriviti a:
Post (Atom)
M.E.S. Movimento per l' Economia della Solidarietà

In evidenza nel DES Siena
- ACU Associazione Consumatori Utenti
- Amici della Terra - Colle Val d'Elsa
- Associazione Italiana Agricoltura Biologica - Toscana
- Associazione Toscana Produttori Zootecnici
- Comitato Fiera dell' Alberaia
- Comune di Abbadia San Salvatore
- Comune di Casole d'Elsa
- Comune di Monteriggioni
- Confcooperative - Siena
- Freetuscany Organizzazione di promozione sociale
- Slow Food - Siena
- Toscana Cereali - Associazione Cerealicoltori Toscani
- Wipala bio-equo - Sarteano